venerdì 29 marzo 2013

AUDI Award : La Città Del Futuro



Duecento anni fa le uniche città con un milione di abitanti erano solo tre : Londra, Beijing e Tokyo. Ora sono 442 e nel 2030 la maggior parte dell'umanità vivrà in grandi Megalopoli. 

Come sarà possibile quindi garantire la mobilità quando una decina di milioni di persone cercheranno di spostarsi contemporaneamente negli stessi posti ?
Come è possibile gestire la crescita di una domanda di infrastrutture così esplosiva ?
Audi ha lanciato la sfida di affrontare questo tema a grandi studi di architettura per individuare e premiare soluzioni originali. 
Di particolare interessante il concept che ha vinto il premio Audi 2012: "La città del futuro". Il progetto arriva da Boston e di seguito trovate il link ad un video illustrativo dello stesso: Audi Urban Future Award
Con la sua idea "Shareway", il team statunitense di architetti della "Höweler Yoon Architecture" ha  rivoluzionato il percorso tra luoghi di lavoro e casa e, così facendo, sta reinventando il sogno americano.
La mobilità individuale è una esigenza fondamentale e per garantirla anche in futuro, è necessario ripensare i modelli e gli schemi che ci hanno portato fino a qui. 
Non è un solo una questione energetica, in altre parole un fatto circoscritto ai consumi e alle emissioni nocive, ma riguarda in primo luogo il footprint complessivo che i mezzi di trasporto generano.
Il ruolo dell'auto sta cambiando e di conseguenza cambierà il business format legato ad essa e alla sua filiera. Credo che i grandi costruttori lo abbiano già ben capito e si stiano attrezzando per affrontare questa che di delinea come la vera sfida di domani. 
Per difendere il fascino dell'auto non sarà necessario consentirle di arrivare in Piazza di Spagna a Roma o davanti al Duomo di Milano, indipendentemente che la propulsione sia elettrica o meno ! 
E' ovvio però che per farlo accettare, questo passaggio richiede un grande cambio culturale, una visione ed una progettualità "illuminata"! E per chi ama l'auto, questo filmato credo possa aiutare a capire....!

  

venerdì 22 marzo 2013

L'auto, la forma, e i riflessi.

"L'auto, la forma, e i riflessi"  




Un affascinante tema per una nuova interessante Mostra di Enrico Ghinato, un innovativo artista Lendinarese, sempre attratto dalla sfida di trasformare in colore e forma l'immagine fotografica, usando e rivisitando la tradizionale tecnica della pittura ad olio, con una grande passione per le automobili.

Da domani 23 Marzo, le sue opere
sono esposte presso il - Museo Casa Enzo Ferrari - di Modena.

mercoledì 20 marzo 2013

Smartphone : la rete più vasta di persone nel mondo

Gli smatphone stanno mangiando il mondo.

Una vera e propria conquista progressiva degna di un gigantesco (e non virtuale) "Risiko".

< Un interessante articolo di Benedict Evans >

Gli smartphone hanno creato un ponte tra due industrie in passato separate: reti wireless e personal computer. Per le società di internet e per i manifatturieri degli apparecchi questo significa avere accesso alla rete più vasta di persone nel mondo. Come si può vedere nel grafico riportato, il mercato di telefonia cellulare e’ vasto in confronto a quello dei personal computer. Nel 2012, per esempio, gli operatori di telefonia mobile nel mondo hanno fatturato $1.2 trilioni e’ hanno fornito servizi a circa 3.2 bilioni di persone, in confronto a più o meno 1.7 bilioni di persone che hanno usato il PC per accedere ad internet. In confronto, il fatturato complessivo di Microsoft, Google, Intel, Apple e dell’intero settore di PC e’ stato di $590 milioni. La pubblicità online, il principale elemento di spinta del consumatore su Internet, ha generato solo %89 bilioni in ricavi.

I PC rappresentano ancora la maggioranza di apparecchi personal computer in uso globalmente. Ma non per molto. Con la crescita rapida nelle vendite, gli smartphone e i tablet stanno rimpiazzando i PC e Microsoft Windows come paradigmi dominanti di personal computing. L’immagine sopra mostra il numero di PC, tablet, smartphone e di ogni apparecchio di telefonia mobile in uso, assieme alla quantità venduta per ognuno nel 2012. La vendite degli smartphone sta crescendo alle spese di “apparecchiature intelligenti” di stile più vecchio, contando che una persona tende a sostituirli in media ogni due anni. Come si può vedere, due terzi del mercato di telefonia mobile si deve ancora convertire agli smartphone. Nel 2013 e’ prevista la vendita di quasi un bilione di smartphone, mentre le vendite di PC tenderanno a diminuire.



















Gli smartphone hanno aumentato enormemente la redditività del commercio di apparecchi di telefonia mobile. Il prezzo medio di vendita di tutti i telefoni cellulari e’ cresciuto da circa $105 nel 2010 a $180 alla fine del 2012, trascinato in larga parte dall’IPhone della Apple. Nel 2012, la Apple ha venduto 136 milioni di IPhone per $85 bilioni, con una media di $629 per telefono. A confronto, il prezzo medio di vendita di un PC si aggira intorno ai $700. Con un ricavo aggiuntivo di $33 bilioni dagli IPad, il ricavo annuale della Apple supera ora le vendite congiunte di Intel e Microsoft. Le vendite da parte di altre società di telefoni Android (non illustrate) hanno raggiunto $480 milioni di unita’ nel 2012, generando, si stima, $120 bilioni in ricavi con un prezzo medio di vendita di $250. 

martedì 12 marzo 2013

Auto Elettrica: Sfumature Di Verde


Di seguito una interessante riflessione sulle sfumature di verde dell'auto elettrica, fatta da Roberto Iasoni, sul Corriere della Sera di oggi a pag. 27. 

L'auto elettrica è davvero a «emissioni zero»? — L'auto elettrica sarà anche verde, ma è un verde sporco. Mentre quella tradizionale, con il motore a benzina o a gasolio, è più pulita. A lanciare l'accusa è il Wall Street Journal. Niente di più falso della retorica eco-chic dell'auto a «emissione zero». Che si tratti della Fisker Karma da 100 mila dollari (circa 77 mila euro) dell'attore Leonardo Di Caprio o di una più popolare — si fa per dire — Nissan Leaf (in Italia 29.950 euro con gli incentivi, che scatteranno il 14 marzo; negli Usa 28 mila dollari, circa 21.500 euro), secondo l'autore dell'articolo, Bjorn Lomborg, scienziato e «ambientalista scettico» (autodefinizione messa come titolo a un libro del 2001), l'auto elettrica sarebbe un pessimo affare.
Lomborg non è certo sceso in campo contro un fenomeno di massa: l'anno scorso negli Usa sono state immatricolate 50 mila auto con la spina, su 14 milioni e mezzo di veicoli venduti. Il mercato non è neppure «di nicchia». Il gruppo Renault-Nissan ha venduto nel mondo il maggior numero di auto a batteria: 68 mila nell'ultimo biennio. Ma sono quelli che nel 2011 vagheggiavano un milione e mezzo di veicoli elettrici su strada. Il caso italiano è addirittura invisibile: meno di 500 auto nel 2012, quasi tutte nelle flotte (quelle acquistate da clienti privati sono una trentina...).
Eppure Lomborg va giù duro. La demolizione si concentra sulla CO2. «Emissioni zero»? Balle. Perché per produrli l'anidride carbonica sviluppata è imponente e supera di molto (a causa delle batterie al litio) quella delle auto tradizionali. «L'elettrica non è ancora uscita dalla fabbrica — è la sintesi — che ha già emesso 14 mila kg di CO2, più del doppio rispetto alle altre».
Lomborg ha fatto i suoi conti: nel ciclo di vita (calcolato in 80.500 km), l'auto elettrica emette 8,7 tonnellate di CO2 in meno rispetto alla «cugina» convenzionale. Ora, posto che ogni tonnellata di anidride carbonica provoca un danno sociale quantificato in 5 dollari, meno di 4 euro, il risparmio ottenuto con i veicoli a batteria risulta di 44 dollari (34 euro) a veicolo. «Un pessimo affare anche per il contribuente — conclude il WSG — se si considera l'incentivo di 7.500 dollari concesso dallo Stato americano».
«La solita storia della CO2», risponde per il «partito» dell'auto elettrica l'ingegner Pietro Menga, presidente del Cives, la Commissione italiana veicoli elettrici. I dati di Lomborg, per Menga, tengono conto della realtà Usa: «Dove il mix di fonti da cui si ricava l'energia elettrica — spiega l'ingegnere — è pesantemente condizionato dal carbone. In Italia il mix è più pulito: il carbone incide per il 13 per cento, mentre le fonti rinnovabili, solare, eolico e geotermico, sono il 32». Così «in 1 km l'auto elettrica emette alla fonte, cioè al camino delle centrali, 60/70 grammi di CO2, contro i quasi 200 delle auto a combustione interna». In linea con la media europea. Un vantaggio, rispetto allo scenario Usa, certificato da uno studio del Politecnico norvegese apparso a fine 2012: «Il mix energetico europeo consente una riduzione del contributo all'effetto serra fra il 10 e il 24 per cento rispetto ai veicoli tradizionali».
Senza contare, prosegue Menga, che ridurre tutto alla CO2 è un errore: «L'anidride carbonica provoca l'effetto serra, d'accordo, ma non è un inquinante — tiene a precisare —. Infatti le città vengono chiuse per la concentrazione di polveri sottili, monossido di carbonio e ossidi di azoto. Tutti veleni che l'auto elettrica, non avendo un tubo di scarico, non può soffiare nell'aria».