giovedì 30 maggio 2013

A Volvo il “Global Innovation Award” 2013



Il lavoro pionieristico di Volvo Car Group sulla protezione dei pedoni è stato premiato con il Global Innovation Award  2013 di NCAP (Global New Car Assessment Programme ).
In Europa, il  14 per cento dei morti per incidenti stradali sono pedoni  e negli Stati Uniti è il ​​12 per cento. In Cina questo dato sale fino al 25 per cento. Ridurre questi valori è una sfida globale e l’innovativa tecnologia di Volvo punta dritto proprio a questo.
"Lo scopo del primo airbag al mondo per i pedoni è di proteggere questi utenti della strada, particolarmente vulnerabili,  in determinate situazioni: quando subiscono un impatto contro il cofano e la zona intorno al parabrezza, proprio dove ci può essere un rischio di gravi ferite alla testa"  sottolinea Lotta Jakobsson, Senior Technical  Specialist  Safety di Volvo.
Dopo la presentazione del “Pedestrian Detection” nel 2010 , un sistema in grado di arrestare la vettura con una “frenata automatica” e di  evitare la collisione con un pedone,  fino alla velocità di 35 km/h,  al fine di attenuare le conseguenze di una collisione inevitabile con un pedone, Volvo ha dotato la sua V40, lanciata nel 2012, del primo “Pedestrian Airbag”, un airbag per proteggere i pedoni, investiti frontalmente. 
Sette sensori incorporati nella parte anteriore della vettura trasmettono segnali ad una unità di controllo. Quando la macchina viene a contatto con un oggetto, l'unità di controllo valuta i segnali e se registra una forma simile ad una gamba umana, provvede ad attivare l'airbag alla base del parabrezza, posizionato sotto il cofano. Durante la sequenza di gonfiamento, l'airbag solleva il cofano di dieci centimetri, lasciandolo in posizione sollevata.
Questa tecnologia ha consentito alla V40 di segnare il miglior punteggio mai registrato nella sua classe da Euro NCAP, raggiungendo l’88 % del punteggio totale.
"Diversi studi hanno documentato che i nostri sistemi di collisione portano ad una significativa riduzione degli incidenti nel traffico reale. Introducendo continuamente nuovi sistemi di prevenzione e protezione, noi continuiamo a perseguire  il nostro obiettivo che punta entro il 2020 a non avere nessun morto o ucciso in una nuova Volvo ", conclude Lotta Jakobsson.
Un obiettivo molto ambizioso ma che l’introduzione di innovazioni così efficaci può contribuire certamente a raggiungerlo.

giovedì 23 maggio 2013

In calo gli aiuti per i veicoli elettrici

Secondo l'indice "e-mobility" elaborato dalla Roland Berger Strategy Consultants, il sostegno dei governi per la mobilità elettrica è in calo in tutti i paesi esaminati, ad eccezione della Cina.


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L'indice relativo al primo trimestre  2013 (vedi figura)  mostra come le 7 nazioni  di maggiore rilevanza per il mondo automotive  abbiano  visto modificata  la loro posizione di competitività rispetto al 2012 .
L'indice mette a confronto lo sviluppo della mobilità elettrica in Germania, Francia, Italia, Stati Uniti, Giappone, Cina e Corea del Sud, sulla base di tre parametri:  tecnologia, produzione e mercato.
Secondo l'ultimo Indice  e-mobility  elaborato dalla Roland Berger Strategy Consultants  e dalla Forschungsgesellschaft Kraftfahrwesen mbH Aachen(fka), per il 1 ° trimestre 2013, le previsioni di produzione in tutto il mondo per veicoli elettrici (EV) e i veicoli plug-in ibridi (PHEV) sono in declino, nonostante  siano stati ridotti i costi e la tecnologia abbia fatto significativi passi in avanti.  Come conseguenza diretta c’è stata la revisione , al ribasso,degli obiettivi che erano stati fatti a livello nazionale  della quota di veicoli elettrici ( xEVs, a batteria) nelle flotte aziendali.
Le previsioni per le vendite di veicoli in Cina, Stati Uniti e Giappone sono stati corretti al ribasso mentre la crescita in Francia è attribuibile soprattutto al successo di vendita del Renault Twizy.
Secondo il rapporto, tre sono ancora le grandi sfide da affrontare :
  1.  Finanziaria : i veicoli elettrici (xEVs)  sono poco interessanti per  i grandi costruttori.  I margini provenienti dalla vendita dei veicoli elettrici sono inferiori  rispetto a quelli dei veicoli  con propulsori convenzionali. Allo stesso tempo, per i clienti, il costo complessivo del possesso, nell’intero ciclo di vita, di un veicolo elettrico  o parzialmente elettrificato è ancora penalizzato rispetto ad uno con propulsione tradizionale.I costruttori hanno minori margini di profitto se vendono un plug-in veicolo ibrido (PHEV) rispetto  ad uno con un propulsore convenzionale. Se iI cliente beneficia di minori costi dovuti al risparmio sul consumo di carburante, i  costruttori invece non sono pienamente ricompensati del maggior costo di produzione. Finché  gli standard e gli obiettivi di  emissione di CO2  possono ancora essere soddisfatti con motori a combustione interna ottimizzati, l’industria non ha una concreta motivazione (salvo specifiche ragioni di marketing)  a immettere sul mercato un numero maggiore di veicoli elettrici rispetto a quanto politicamente richiesto.
  2. Sicurezza : la batteria è  l’elemento chiave della tecnologia.  A parte ogni considerazioni sul costo, il rapporto afferma che l’accettazione del veicolo elettrico da parte dei clienti dipende anche, in larga misura, dalla sicurezza  offerta dagli stessi. In questo contesto, i sistemi di accumulo di energia agli ioni di litio utilizzati nella maggior parte dei veicoli elettrici e Plug-in,  attualmente sul mercato, sono componenti ritenuti critici per la sicurezza. Per garantire la sicurezza di esercizio  sono state emanate leggi che hanno definito regole chiare per l'approvazione dei veicoli elettrici (per esempio la ECE-R 100). Da parte loro, i costruttori stanno utilizzando strutture di sicurezza più rigide per fornire la massima protezione passiva alle sollecitazioni meccaniche che potrebbero esercitarsi sui sistemi di batterie, nel caso di incidenti. Tuttavia, queste strutture aumentano il peso dei veicoli e quindi riducono  l’autonomia ed il raggio operativo del mezzo,  che sono fattori di estrema  importanza per i clienti.  Lo sviluppo di concetti di sicurezza innovativi per  il “sistema batterie” è un fattore chiave nello sviluppo dei veicoli elettrici in termini di maggiore sicurezza ed efficienza.
  3.  Infrastrutture :  sono un grande limite.  Il  rapporto sottolinea come non sia ancora stato affrontato adeguatamente  il fatto che la gente consideri l’autonomia di esercizio ancora troppo limitata . Poiché  sistemi capaci di risolvere adeguatamente questa questione non saranno disponibili fino a dopo il 2020, secondo l’analisi di Roland Berger, nel frattempo, il problema dell’autonomia  può che essere affrontato  solamente con la disponibilità di un’ampia infrastruttura di ricarica completa che disponga anche di opzioni di ricarica rapida.
In questo contesto, la Germania, la Francia, la Cina e la Corea del Sud hanno già indicato  il tipo di infrastrutture di ricarica ed il piano di attivazione prescelto. Tuttavia, in considerazione delle notevoli incertezze che gravano nello scenario economico-finanziario,  degli elevati investimenti iniziali  e dei lunghi periodi di ammortamento richiesti, non ci sono in questo momento , per gli investitori privati, modelli di business che rendano interessante entrare in questo mercato. Secondo il rapporto poi,  la Corea del Sud ed il Giappone hanno ancora una tecnologia dei veicoli più avanzata ma la Germania  nel frattempo ha migliorato significativamente il suo rapporto qualità-prezzo. 

Mercato Auto e Strategie


I dati relativi alle immatricolazioni di auto appena pubblicati riportano un - 4,9 % per il mese di marzo ed un – 13 % per i primi tre mesi.

Si riaccende il dibattito sulla crisi del settore, e puntualmente le colpe di tutto vengono scaricate sulle  inique manovre fiscali adottate dal governo di turno o sui provvedimenti restrittivi del traffico nelle aree urbane. 

Questo é un leit motiv che dura ormai da troppo tempo. La percezione è di sentir recitare una litania a cui tutti si sono assuefatti.  

E’ palese quanto, da una parte, il consumatore sia schiacciato dalla mancanza di denaro e di credito e dall’altra dalla paura di ulteriori spese, alle quali vanno aggiunti gli imminenti forzati esborsi per Imu, Tares, Irpef e aumento dell’Iva. Tutte misure che hanno contribuito ad acuire ed accelerare  una crisi, senza precedenti.

Scaricare però tutta la colpa del declino del mercato italiano dell’auto solo su questo fatto, credo sia semplicistico e fuorviante.

Il dato con cui fare i conti  è probabilmente un livello di immatricolazioni annuo intorno al milione di unità, al netto di eventuali incentivi. E’ su questo dato che occorrerà ripensare la filiera automotive e con cui ci si dovrà misurare. Per comprendere la drammaticità dei fatti è bene ricordare che il volume annuo di riferimento per le immatricolazioni è stato fino a poco tempo fa (per alcuni forse lo è ancora ?!) di oltre due milioni di vetture. 

Non voglio qui disquisire sulle motivazioni più profonde del cambiamento strutturale che è in atto nel nostro settore automotive , ma semplicemente far presente come , in questo contesto, le case auto abbiano un po’ smarrito il contatto fisico con i giovani: la strada maestra per trasmettere emozione e passione.

Eh già.. parlare ai teen (gli inafferrabili) è sempre molto complicato per le aziende e molte volte per conquistare le loro attenzioni e costruire una sorta di crew attorno al brand occorre individuare nuovi percorsi, che però non sono sempre così facili da abbracciare...

Le aziende, dovrebbero, ad esempio, preoccuparsi di intercettare i giovani attraverso intriganti eventi reali, con contatti fisici ravvicinati “one2one”, trasferendo emozioni fisiche e trasformando i loro brand ed i loro prodotti  in “loveMarks”.

Attenzione ! Non si nega qui la funzione del web : una realtà fondamentale ed irrinunciabile.

Nell'area automotive, il suo uso intensivo dovrebbe però essere avviato dopo aver creato il “contatto fisico”, in particolare con i ragazzi. Prima è necessario suscitare la passione dal vivo e poi coltivarla ed irrorarla con il web !  

Una semina fisica “one2one” con i diciassettenni/diciottenni, se fatta ora, con a seguire il web, diventa strategica e consente di  essere pronti a raccogliere “frutti” e vendite, anche al più flebile risveglio economico,  o a guadagnare /mantenere  la propria quota di mercato.

I manager “visionari”, sanno individuare nuovi eventi e progetti con interessanti opportunità. E lottano per trovare il budget per realizzarli. 

Strategy first, è il loro imperativo categorico !