venerdì 24 aprile 2026

Il sapere non si divide: contro la falsa guerra tra umanisti e scienziati

 

Da qualche tempo, nel dibattito pubblico italiano — anche grazie alle posizioni di economisti come Michele Boldrin e imprenditori come Alberto Forchielli — si è rafforzata una narrazione tanto efficace quanto, a ben vedere, fuorviante: quella che contrappone Scienze e Studi umanistici come se fossero alternative, e non parti di un unico sistema culturale.

È una narrazione seducente, perché semplice. Ma proprio per questo rischia di essere sbagliata.


Il punto di partenza è spesso pragmatico: il mercato del lavoro premia di più le competenze tecniche, dunque è lì che bisognerebbe orientare i giovani. Il ragionamento, preso isolatamente, non è privo di fondamento. Ma diventa problematico quando si trasforma in una gerarchia dei saperi, dove ciò che è immediatamente utile prevale su ciò che costruisce nel tempo capacità più profonde.

giovedì 23 aprile 2026

La nostalgia è una trappola. E perché dovremmo smetterla con i “noi che…”

«Quando ti viene nostalgia non è mancanza. È presenza di persone, luoghi, emozioni che tornano a trovarti.» — Erri De Luca-

È una frase che sento profondamente mia, da sempre. E, a dirla tutta, senza particolari meriti: mi è capitata in dote.

Non sono però così convinto che sia davvero un automatismo, come potrebbe sembrare. Anzi, nella mia esperienza accade spesso il contrario. Mi capita di imbattermi — negli altri, non in me — in una nostalgia che definirei “stagnante”: quella dei lunghi “noi che…”, dei racconti rivolti esclusivamente all’indietro, del desiderio, nemmeno troppo nascosto, di tornare a un tempo che semplicemente non esiste più.