sabato 6 giugno 2026

Bob Kennedy : una voce spezzata

6 giugno 1968. Bob Kennedy muore a seguito dell’attentato subito all’Hotel Ambassador di Los Angeles.

Un evento che ha segnato la storia dei nostri anni e che mi toccò molto. E tuttora, non posso non chiedermi se sia successo anche a seguito di un suo suo discorso, tenuto tre mesi prima all’Università del Kansas. Una provocazione visionaria. Molto poco gradita dall’establishment economico finanziario militare dell’epoca. Ancor oggi è considerato con ironica sufficienza da parecchi economisti incapaci di capirne il messaggio e lo sguardo in avanti di quel futuro presidente in pectore. Un discorso ancora ritenuto solo da campagna elettorale, per lisciare il pelo alla contestazione giovanile.
La sua però una speranza che non muore.
Il suo motto : “I dream of things that never were and ask why not”

DAL DISCORSO TENUTO ALL’UNIVERSITÀ DEL KANSAS - 18 marzo 1968

…Il Pil cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.…. Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari o l’intelligenza del nostro dibattere. Il Pil non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in poche parole, eccetto ciò che
rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani…

venerdì 5 giugno 2026

L’heritage non può sostituire la visione

 In questi giorni gira sul web un bellissimo filmato che raccoglie alcune delle automobili più straordinarie nate a Torino e accomunate dallo stesso heritage.

Lo guardo e lo riguardo. E ogni volta provo la stessa sensazione: ammirazione e amarezza. Ammirazione per un patrimonio industriale, tecnico e culturale che ha pochi eguali al mondo. Un concentrato di ingegneria, design, ricerca e capacità imprenditoriale costruito nell’arco di oltre un secolo. Amarezza perché quelle stesse vetture, oggi riunite sotto un unico tetto, raccontano anche un’altra storia. La storia di un capitale di conoscenze, competenze e identità progressivamente sacrificato a favore di altre priorità.