I dati relativi alle immatricolazioni di auto
appena pubblicati riportano un - 4,9 % per il mese di marzo ed un – 13 % per i
primi tre mesi.
Si riaccende il dibattito sulla
crisi del settore, e puntualmente le colpe di tutto vengono scaricate
sulle inique manovre fiscali adottate
dal governo di turno o sui provvedimenti restrittivi del traffico nelle aree
urbane.
Questo é un leit motiv che dura ormai da
troppo tempo. La percezione è di sentir recitare una litania a cui tutti si sono assuefatti.
E’ palese quanto, da una
parte, il consumatore sia schiacciato dalla mancanza di denaro e di credito e
dall’altra dalla paura di ulteriori spese, alle quali vanno aggiunti gli
imminenti forzati esborsi per Imu, Tares, Irpef e aumento dell’Iva. Tutte misure
che hanno contribuito ad acuire ed accelerare
una crisi, senza precedenti.
Scaricare però tutta la colpa del
declino del mercato italiano dell’auto solo su questo fatto, credo sia
semplicistico e fuorviante.
Il dato con cui fare i conti è probabilmente un livello di
immatricolazioni annuo intorno al milione di unità, al netto di eventuali
incentivi. E’ su questo dato che occorrerà ripensare la filiera automotive e
con cui ci si dovrà misurare. Per comprendere la drammaticità dei fatti è bene ricordare che il volume annuo di riferimento per le immatricolazioni è stato fino a poco tempo fa (per alcuni forse lo è ancora ?!) di oltre due milioni di vetture.
Non voglio qui disquisire sulle
motivazioni più profonde del cambiamento strutturale che è in atto nel nostro
settore automotive , ma semplicemente far presente come , in questo contesto, le case auto abbiano un po’ smarrito il
contatto fisico con i giovani: la strada maestra per trasmettere emozione e
passione.
Eh già.. parlare ai teen (gli
inafferrabili) è sempre molto complicato per le aziende e molte volte per
conquistare le loro attenzioni e costruire una sorta di crew attorno al brand
occorre individuare nuovi percorsi, che però non sono sempre così facili da abbracciare...
Le aziende, dovrebbero, ad esempio,
preoccuparsi di intercettare i giovani attraverso intriganti eventi reali, con
contatti fisici ravvicinati “one2one”, trasferendo emozioni fisiche e
trasformando i loro brand ed i loro prodotti
in “loveMarks”.
Attenzione ! Non si nega qui la funzione
del web : una realtà fondamentale ed irrinunciabile.
Nell'area automotive, il suo uso
intensivo dovrebbe però essere avviato dopo aver creato il “contatto fisico”,
in particolare con i ragazzi. Prima è necessario suscitare la passione dal vivo
e poi coltivarla ed irrorarla con il web !
Una semina fisica “one2one” con i
diciassettenni/diciottenni, se fatta ora, con a seguire il web, diventa
strategica e consente di essere pronti a
raccogliere “frutti” e vendite, anche al più flebile risveglio economico, o a guadagnare /mantenere la propria quota di mercato.
I manager “visionari”, sanno
individuare nuovi eventi e progetti con interessanti opportunità. E lottano per
trovare il budget per realizzarli.
Strategy first, è il loro imperativo
categorico !

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